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Come degustare un olio extravergine (anche se non sei esperto)

come degustare un olio extravergine

Come degustare un olio extravergine (anche se non sei esperto)

Ti abbiamo raccontato molto del mondo che circonda il nostro frantoio: quali olive coltiviamo, quando e come le raccogliamo, e come le lavoriamo.

Siamo arrivati ai nostri due oli extravergini, “D” e “i”, due oli quotidiani che si contraddistinguono per due sapori completamente diversi: uno più delicato e armonioso, l’altro più intenso e inaspettato.

Detto così può sembrare facile, ma degustare un buon olio extravergine d’oliva richiede un’analisi ben definita. Ecco perché oggi vogliamo darti i giusti consigli e i giusti metodi per riconoscere un buon olio evo di qualità.

La degustazione dell’olio extravergine

Per degustare la complessità di un olio extravergine serve solo una cosa: i tuoi sensi. Grazie alla vista, al tatto e al gusto puoi capire un olio è davvero di qualità ed evitare di acquistare un prodotto non buono.

Analisi Olfattiva

Tutto inizia con l’analisi olfattiva. Anche l’olio, come il vino, possiede una sfumatura aromatica complessa che dipende dalla tipologia di oliva scelta. Come si fa:

versa l’olio evo in un piccolo bicchiere colorato e inizia a scaldarlo con il palmo delle mani. In questo modo, raggiunti circa i 27°, si libereranno tutti gli aromi. Se si tratta di un buon olio extravergine dovrai sentire generalmente sentori di carciofo, mandorla e pomodoro.

Analisi Gustativa

Ricorda di assaggiare l’olio ma non ingerirlo. Lascialo riposare un po’ sulla lingua in modo che tocchi tutte le papille gustative e che tu riesca a capire anche il livello di fluidità. Passa poi al gusto vero e proprio: senti sapori dolci, amari o piccanti? Qualunque sia il caso, sarai davanti ad un olio di qualità.

Analisi Visiva

Attraverso la vista si possono capire grandi cose su di un olio, come limpidezza, colore e densità.

Una volta scelto, come abbino il mio olio?

Descriveremo meglio in seguito questo argomento ma in linea generale possiamo dire che gli oli più delicati si abbinano meglio a pietanze più delicate, mentre un olio più intenso si lega meglio a piatti dal sapore più deciso.

Qualche esempio? Prova il nostro “i” su carni rosse, bruschette o legumi, e il nostro “D” su piatti di pesce o insalate.

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