Oltre alle diverse metodologie di raccolta di cui ti avevo già parlato nel mio articolo dedicato, c’è un’altra attività che pratichiamo in frantoio essenziale per una resa ottima e di qualità: la potatura dell’ulivo. Questa è molto importante perché:
- Permette di gestire la produttività
- Preserva la salute dell’albero
- Mantiene l’impianto funzionale alla raccolta
- Rinnova i rami produttivi
- Migliora la penetrazione di aria e luce
- Rende la pianta più resistente

Potare significa equilibrare in modo perfetto l’aspetto vegetativo e produttivo dell’ulivo, andando oltre il mero aspetto estetico per concentrarsi su quello funzionale.
La particolarità del nostro frantoio è che utilizziamo la tecnica del vaso policonico, una tecnica di allevamento dell’ulivo nota per la sua efficienza e per il suo pieno rispetto della pianta. Ma di cosa si tratta?
Che cos’è la tecnica del vaso policonico?
Questa tecnica è sempre più utilizzata dagli olivicoltori, in quanto dimostratasi come una della migliori. Innanzitutto perché:
- Rispetta l’equilibrio vegeto-produttivo della pianta
- Si ottiene una potatura semplificata per gli anni successivi
- Si semplifica la struttura legnosa della pianta
- Le successive raccolte e trattamenti sono facilitati
Ma cosa caratterizza una pianta allevata in questo modo? Beh, si può riconoscere quando l’ulivo ha un tronco principale dal quale partono 3/4 branche principali inclinate in modo ben specifico e ad un altezza definita. Ognuna di queste deve avere una cima.
Questa tecnica tiene molto conto della pianta e quindi, a seconda della varietà e dell’età, adattiamo la potatura ed ognuna di esse. E ora, vediamo alcune regole che applichiamo anche nel nostro frantoio.

Le regole per una corretta potatura degli ulivi
- Il periodo. Non si possono potare gli ulivi quando si vuole. Per questo noi la facciamo quando la pianta è a riposo vegetativo (generalmente a fine inverno). Se si fa prima si rischia di incorrere in un risveglio anticipato; mentre se si fa una potatura tardiva si rischia uno scarso potenziale produttivo.
- I tagli. Tagliare nel modo giusto significa molto. Ecco perché non pratichiamo mai tagli rasi ma a qualche centimetro dal colletto. In questo modo non si compromette il flusso dei vasi linfatici e non si agevola l’ingresso di funghi e batteri.
- Le malattie. Una delle malattie più comuni dell’ulivo è la rogna. Per questo sanifichiamo sempre la lama ed applichiamo del mastice ad eventuali ferite dell’albero (dovute principalmente agli eventi atmosferici).
- L’illuminazione. Per una buona produzione e una buona qualità, la chioma dell’ulivo deve essere sempre ben illuminata. Una scarsa illuminazione favorisce una cattiva produttività e la comparsa di malattie.
- La cimatura. Gli ulivi non vanno mai cimati completamente. La parte superiore infatti (detta freccia) controlla la formazione e l’inclinazione dei rami.
Proprio riguardo ai rami, c’è da fare una piccola precisazione. Di questi non ne esiste una sola tipologia, ma più tipi, a seconda della posizione e della funzione.
Le tipologie di rami dell’ulivo
- Rami di prolungamento: hanno un portamento pendula e seguono una direzione obliqua.
- Succhioni: nascono dalle gemme latenti presenti su branche o tronco, solitamente nella posizione medio/alta della chioma.
- Polloni: partono dal tronco della pianta.
- Rami fruttiferi: quelli che l’anno successivo fruttificheranno.

